| WEEKEND | TUSCIA – Tante idee per il fine settimana nei borghi viterbesi!

0

Alcune ‘idee’ per il weekend!!!

Carnevale 2018

Sfilate, maschere, musica, colori nelle feste nei borghi della Tuscia viterbese. cfr. https://www.eventidellatuscia.it/folklore/

Venerdì 9 febbraio 2018

Viterbo, La stagione del Caffeina Teatro
Via Cavour 9

Venerdì 9 febbraio 2108, ore 21

“La foto del carabiniere”, di e con Claudio Boccaccini

Lo spettacolo parte dall’estate del 1960 quando Claudio Boccaccini, bambino, scopre che il padre conserva gelosamente e misteriosamente la foto di un giovane carabiniere nella propria patente, per proseguire poi a ritroso fino ai tragici fatti del ‘43. Una storia vera e divertente che racconta l’Italia degli anni ’60 e fornisce un’occasione di confronto e di riflessione sul gesto di Salvo d’Acquisto, giovane eroe figlio del nostro paese.

Info: teatro@caffeinacultura.it; 0761.970056

Chia (Soriano nel Cimino), Gli eventi dello Spazio Corsaro
Via di Ripetta

Venerdì 9 febbraio 2018, ore 21,15

Per la rassegna “Il cinema e le sbarre”, proiezione del film “Diario di un ladro” di Robert Bresson (1959, 75 minuti)

Sabato 10 febbraio 2018

Viterbo, La stagione del Teatro Unione
Piazza Verdi

Sabato 10 febbraio 2018, ore 21.00

“Questi fantasmi!”, di Eduardo De Filippo, a cura della compagnia “Luca De Filippo”

Con (in ordine di apparizione): Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo. Regia Marco Tullio Giordana. Scene e luci Gianni Carluccio, costumi Francesca Livia Sartori, musiche Andrea Farri

Una produzione importante per la compagnia, sintesi di un lavoro che avvia percorsi artistici condivisi e che continua, nel rigoroso segno di Luca, a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana.

“Ho deciso di affidare il testo – ha dichiarato Carolina Rosi – alla preziosa ed attenta regia di Marco Tullio Giordana perché sicura che ne avrebbe esaltato i valori ed i contenuti, che avrebbe abbracciato la compagnia e diretto la messinscena con lo stesso amore con il quale cura ogni fotogramma”.

“Questi fantasmi!”, una delle commedie più importanti di Eduardo, tra le prime ad essere rappresentata all’estero (nel 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt), ha raccolto unanimi consensi in tutte le sue diverse edizioni: un successo assoluto ascrivibile allo straordinario meccanismo di un testo che, nel perfetto equilibrio tra comico e tragico, propone uno dei temi centrali della drammaturgia eduardiana: quello della vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera imposta agli uomini dalle circostanze.

Divisa in tre atti, è stata scritta nel 1945 ed è la seconda, dopo “Napoli Milionaria”, a far parte della raccolta Cantata dei giorni dispari. Eduardo si ispirò probabilmente per la sua realizzazione a un episodio di cui fu protagonista suo padre, Eduardo Scarpetta. Racconta infatti quest’ultimo che la sua famiglia, in ristrettezze economiche, fu costretta a lasciare la propria abitazione da un giorno all’altro. Il padre riuscì a trovare in poco tempo una nuova sistemazione, all’apparenza eccezionale in rapporto all’affitto ridottissimo da pagare. Dopo alcuni giorni si chiarì il mistero: la casa era frequentata da un’impertinente “monaciello”…

Nel cast, che unisce diverse generazioni di attori, ci sono Gianfelice Imparato, nel ruolo di Pasquale Lojacono, affiancato da Carolina Rosi (Maria, sua moglie) e da Nicola Di Pinto (Raffaele, portiere), Massimo De Matteo (Alfredo Marigliano), Giovanni Allocca (Gastone Califano), Paola Fulciniti (Armida), Gianni Cannavacciuolo, fino ai giovanissimi Federica Altamura, Andrea Cioffi e Viola Forestiero. La scenografia e le luci sono di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Livia Sartori, le musiche di Andrea Farri.

“Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del ‘900 – sottolinea il regista Marco Tullio Giordana – conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Grandezza che non è sbiadita col tempo, non vale solo come testimone di un’epoca. Al contrario l’attualità di Questi fantasmi! è per me addirittura sconcertante. Emerge dal testo non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice/dominatrice degli Alleati, ma anche un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe “l’allegria del naufragio”.

Info: www.teatrounioneviterbo.it

Viterbo, La stagione dei concerti dell’Università della Tuscia
Auditorium di Santa Maria in Gradi (ingresso in via Sabotino, ampio parcheggio)

Sabato 10 febbraio 2018, ore 18

Pianista: Paolo Restani

L’auditorium di Santa Maria in Gradi – spiega il direttore artistico Franco Carlo Ricci – accoglierà un altro pianista di particolare valore, Paolo Restani. Solista molto noto in Italia e all’estero ha tenuto recital nelle più importanti città e nelle più prestigiose sale concertistiche del mondo.

Il programma, estremamente impegnativo dal punto di vista tecnico e interpretativo, prevede pagine celeberrime di grandi compositori come Sergej Rachmaninov, Franz Liszt, Giuseppe Verdi-Franz Liszt, Fryderyk Chopin e Richard Wagner-Franz Liszt”.

Acquapendente, Gli eventi del Teatro Boni

Sabato 10 febbraio 2018, ore 23

Veglione di Carnevale con il tradizionale ballo in maschera

Info: Telefono: 0763 733174; Cellulare: 334 1615504; Email: info@teatroboni.it

Capranica, La stagione del Teatro Francigena
Largo Ripoll

Sabato 10 febbraio 2018, ore 21

“La lezione” di Eugéne Ionesco, traduzione di Gian Renzo Morteo, con Fabio Galadini, Erika Rodondaro, Simona Meola; regia di Fabio Galadini

Il protagonista assoluto di questo classico è il linguaggio, come dimostrazione della difficoltà di comunicare, ma soprattutto come strumento di potere: è il professore a decidere i significati da dare alle parole e chi ha il potere del linguaggio ha il potere sulle cose e sulle persone. Dietro un’apparente lezione si consuma un rito gotico e omicida che si ripete all’infinito sotto gli occhi complici della governante. Il linguaggio assurdo e paradossale amplia e dilata il gioco crudele che si instaura tra il professore e l’allieva.

info: tel: 07616679208;L e-mail: fabiogaladini@gmail.com (direttore artistico); web: www.teatrofrancigena.it

Gradoli, La stagione del Teatro Farnese

Sabato 10 (ore 21) e domenica 11 febbraio (ore 17) 2018

“Falstaff e le allegre comari di Windsor”, a cura del gruppo teatrale La Piazzetta, con Gianni Pontillo che firma anche la regia

La commedia, secondo un’opinione diffusa, fu scritta da Shakespeare in soli 14 giorni, “quasi di getto”, per compiacere un espresso desiderio della sua sovrana. La regina Elisabetta era rimasta a tal punto impressionata dal personaggio di Falstaff nell’Enrico IV da chiedere al bardo di farlo rivivere un’altra opera.

Sir John Falstaff, risorto per ordine regale, ci restituisce così una figura intramontabile dell’Olimpo dei personaggi shakespeariani.
La trama si sviluppa in un doppio filone, quello di Falstaff, esuberante e simpatico cialtrone perennemente a corto di quattrini, che fa la corte a due ricche signore con l’intento di spillar loro del denaro, e quello della giovane Anna Page, i quali genitori cercano insistentemente di maritare.
Caratteristica principale dell’opera è senz’altro la sua doppia natura. Da un lato fornisce un autentico spaccato della società provinciale inglese, per la sua ambientazione, la sua atmosfera, il muoversi dei personaggi e il loro stesso dialogare (il linguaggio è infatti estremamente colloquiale, più di ogni altra commedia di Shakespeare, ed è ricco di riferimenti a luoghi, persone e usi che dovevano esser familiari ai londinesi del tempo); dall’altra il tema centrale della beffa intorno agli sfortunati tentativi di seduzione del protagonista e quello della gelosia coniugale erano già stati abbondantemente sfruttati dalla novellistica italiana (ritroviamo ad esempio l’episodio della cesta del bucato nella raccolta Il Pecorone di Giovanni Fiorentino, che il bardo terrà ben presente anche per la stesura de Il mercante di Venezia).

Le allegre comari di Windsor si rivela dunque una commedia umida di acqua del Tamigi, ma al contempo odorosa di panni sporchi, di crapula, vino e di quella viziosa e bonaria disonestà tutta boccaccesca. Disonestà che costerà cara a Falstaff non tanto per le beffe delle allegre comari, quanto per la vendetta, inappellabile, di Madre Natura. La costatazione dell’inglorioso passare del tempo e dell’ineluttabile sopraggiungere della vecchiaia che,
pur lasciando intatti i desideri, annienta la forza di realizzarli, gli lascerà null’altro che un ricordo “Quand’ero paggio/ del Duca di Norfolk ero sottile,/ ero un miraggio,/ vago, leggero, gentile, gentile./ Quello era il tempo/ del mio verde/
(Fonte: http://www.globetheatreroma.com)

Domenica 11 febbraio 2018

Montalto di Castro, La stagione 2017/2018 del Teatro “Lea Padovani”

Domenica 11 febbraio 2018 ore 18

Nell’ambito della rassegna “A Teatro con mamma e papà”: La storia di re Artù, di Danilo Zuliani

con Alessandra Cavallari, Mario Focardi, Luciano Giugliano, Riccardo Grandi, Danilo Zuliani
costumi: Antony Rosa e Martina Marcucci; musiche: originali Michele Piersanti; regia: Danilo Zuliani; aiuto regia: Alessandra Cavallari

Artù, portato al castello di Sir Ector ancora in fasce, raggiunge la pubertà; il tempo stabilito per prendere le redini di Inghilterra. Il vecchio re Uther Pendragon, infatti, sta male ed è prossimo alla fine. Merlino, che ha consegnato il fanciullo ancora in fasce, torna per completare la formazione del futuro re. Il primo passaggio per Artù è affrontare la propria paura.

L’occasione è offerta dall’incontro con una maga malvagia che intrappola il ragazzo con un malefico mantello. Merlino convincerà Artù a superare la propria paura aiutandolo a bloccare la maga. Da qui Merlino seguirà direttamente la crescita del ragazzo offrendo ulteriori stimoli: attraverso il confronto fisico con il fratellastro Kay; stimolando la capacità riflessiva meditativa con l’esperienza dei pesci; mediante l’incontro con un cavaliere errante Pellinore e la sua chimera: la bestia latrante; offrendo, tramite gli insegnamenti del gufo Archimede, la fiducia in sé che rende capaci di volare. Alla fine del percorso la morte del re crea l’occasione perché il destino del ragazzo si compia. In occasione di un torneo, che viene indetto alla ricerca del futuro re, si paleserà la leggendaria spada infissa nella roccia. Il finale della storia è conosciuto, l’unico in grado di estrarre la spada è Artù che viene proclamato re.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Share.