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| WEEKEND | TUSCIA – Alcuni appuntamenti del fine settimana nei borghi viterbesi!

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A spasso nella Tuscia viterbese tra arte, storia e natura. Gli appuntamenti di sabato 7 e domenica 8 novembre 2020

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Le iniziative della Fondazione Carivit

A Palazzo Brugiotti (Viterbo, via Cavour 67) prosegue con successo la mostra dedicata alla collezione di reperti ceramici ritrovati nei butti del Castello Baglioni di Graffignano tra il 2009 e il 2011 dall’équipe di specialisti dell’Università degli Studi della Tuscia diretti da Giuseppe Romagnoli, archeologo medievista e curatore della mostra.

Numerosi visitatori, provenienti da varie città italiane e dall’estero, hanno potuto ammirare il corredo vascolare del Castello costituito da manufatti decorati in bruno e verde e policromi databili tra la fine del XIV e gli inizi del XVI secolo.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre 2020, dal venerdì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00. Info e prenotazioni: museoceramicatuscia@fondazionecarivit.it, 0761.223674.

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Le streghe di Montecchio: misticismo ed esoterismo,  dal borgo alla Montagna Sacra

C’era una strada che in un tempo molto lontano, prima di inerpicarsi sui declivi dei Cimini, toccava un altro piccolo villaggio, l’attuale Bagnaia. Di fronte, nell’esedra tra le alture e precisamente sulla piana “sacra” del piccolo colle di Montecchio, recenti ritrovamenti avvalorano le antiche leggende popolari, che lo volevano abitato da streghe, conosciute come le bellissime “figlie della Luna”.

In occasione del giorno della ricorrenza della commemorazione dei morti, vi proponiamo un percorso a tema che dal borgo di Bagnaia, celebre per la rinascimentale Villa Lante con il suo giardino all’italiana, tra i più belli d’Italia, ci conduce sino alla Piana sacra, luogo mistico e simbolico dei riti iniziatici, luogo di unione tra cielo, terra e sottoterra, luogo di passaggio tra i vivi e i suoi antichi abitanti.

La “scoperta” delle Streghe di Montecchio si deve a Pier Isa della Rupe e al marito Franco Pierini, cittadini di Bagnaia, che per decenni hanno ricostruito un mosaico fatto di documenti, ricordi, leggende, tradizioni locali, testimonianze orali e scritte.

Negli anni ottanta, iniziarono una lunga ricerca che ha dignità di recupero antropologico e culturale, dopo aver ascoltato dai vecchi del paese, sempre la stessa storia: le protagoniste erano streghe bellissime, che avevano abitato e forse ancora abitavano proprio il colle del Montecchio. Queste creature, secondo i racconti tramandati da secoli attorno al camino acceso, avevano una regina che dettava le leggi seduta sopra un grande trono di pietra, che nessuno però aveva mai visto.

Anni dopo, i Pierini scoprirono la “piana sacra” e qui trovarono, sepolti dal tempo, quello che le leggende locali definivano “trono della regina Isotta”, poi i muraglioni che circondavano la proprietà di quelle creature, le tombe, le grotte ed altri enormi massi megalitici (costruzioni e incastri) chiaramente lavorati da umani, che era facile mettere in relazione con altre “storie”.

Ed incredibilmente tutto inizia a mischiarsi: Il Mons Ciminius con le sue fitte ed impenetrabili foreste e le sue sorgenti appare come un luogo consacrato a varie divinità protettrici dei boschi e delle acque”. L’ultima propaggine o la prima di questi Monti, all’estremo nord, ricade nel territorio di Bagnaia ed è esattamente il Colle di Montecchio. Qui nel 1300 troviamo la presenza delle Disciplinatrici, una confraternita al femminile con poteri amministrativi e sociali, che vantavano il possesso di una zona cimiteriale, così come quella di una propria cappella, realtà raramente segnalata dalla storiografia ed una vera novità nel panorama confraternale all’interno della chiesa Cattolica.

Nel 1500 più a valle ci sarà l’edificazione dei giardini e villa del cardinale inquisitore, al quale era affidato il compito di sanare il territorio ritenuto favorevole alle eresie. La villa doveva rappresentare il manifesto in pietra della Chiesa in quel periodo, con intorno un grande Barco dove cacciare le “belve feroci”. All’interno del castello di Bagnaia invece, in seguito all’assalto da parte di un gruppo di Lanzichenecchi , in assenza di uomini impegnati in battaglia, la difesa sarà organizzata da un gruppo di amazzoni Bagnaiole e tra di loro una ragazza detta Pucciarella, che nel bel mezzo dello scontro colpisce il capitano lanzichenecco con un mortaio uccidendolo e liberando Bagnaia da sicura distruzione.

Chi erano veramente queste donne dal sangue forte? Chi erano queste donne che in pieno medioevo avevano conquistato questa autonomia che solo secoli dopo conquisterà il mondo femminile? E’ possibile – si domandarono i coniugi Pierini – che l’antichissima leggenda delle Figlie della Luna e delle “streghe” del Montecchio sia una delle ragioni per cui le Disciplinatrici acquisissero quel ruolo e potere inusuali e entrassero in possesso proprio del Montecchio? Oppure, all’inverso, è stata la presenza delle Disciplinatrici sui quei territori a far nascere le leggende delle streghe Figlie della Luna?

Molte saranno le scoperte che faremo salendo sulla Montagna Sacra, accompagnati da coloro che hanno riportato alla memoria questi luoghi e le antiche abitanti. Il percorso, guidato da Pier Isa e Franco, si apre nella piazza di Bagnaia sotto la medievale Torre della Pucciarella con un’introduzione storica sui legami documentali e obiettivi che rendono molto concrete le tradizioni popolari bagnaiole. Ci si sposta poi in auto ai piedi del Montecchio da dove inizia il vero e proprio percorso esoterico-letterario. Lungo il sentiero che sale nello splendido sottobosco cimino, ci si ferma di tanto in tanto in alcune tappe fondamentali, tra cui la capanna di Bianca e Andrea, il masso di Rita Angelutii (la prima “strega” condannata e bruciata in Italia, nel Viterbese, nel 1347), il Masso della Fertilità, gli occhi della Dea recentemente scoperta con a fianco scolpito il Terzo Occhio ed il Trono.

Escursione a cura di Antico Presente

Guida: Sabrina Moscatelli, Guida turistica abilitata e guida ambientale escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E. accompagnata da Pier Isa della Rupe

Dati tecnici: Il percorso di media difficoltà ha una lunghezza di 3 km circa. Durata 4 ore incluso lo spostamento in auto.

Appuntamento: sabato 7 novembre 2020 ore 9,30 a Bagnaia (VT), in piazza XX settembre. Parcheggio gratuito: Viale Fiume, 6, 01100 Bagnaia. Dopo ci sposteremo in auto per raggiungere l’inizio del sentiero che percorreremo a piedi.

Condizioni: Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.

Contributo: Quota di partecipazione € 10,00 che include polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000 al quale aggiungere € 2,00 per il noleggio delle radioline con auricolari.

Informazioni e prenotazioni: Sabrina 3395718135 info@anticopresente.it www.anticopresente.it

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La Piramide di Bomarzo e la valle dei mulini, ricordando Pasolini

Continuano le nostre passeggiate storico naturalistiche autunnali.

Domenica 8 novembre 2020 viene proposto un itinerario nei luoghi tanto amati dal poeta-scrittore-regista Pier Paolo Pasolini (1922-1975), nella forra del Torrente Castello, uno dei percorsi più suggestivi e affascinanti del nostro territorio.

Si camminerà tra boschi di cerri, ornielli, corbezzoli fioriti e con i frutti maturi. Come in un sogno, lungo il percorso si presenteranno, illuminati dai raggi del sole che filtrano attraverso gli alberi ruderi di antiche civiltà, tagliate etrusche, altari piramidali, insediamenti rupestri e castelli medievali a guardia della valle del Torrente Castello, immersi in una natura lussureggiante tanto da somigliare ad una piccola foresta tropicale.

Pierpaolo Pasolini si innamorò di questi luoghi e li scelse prima per girare il suo film “Il Vangelo secondo Matteo” e poi per viverci, acquistando nel 1970 i ruderi di una fortificazione medievale del XIII secolo, il Castello di Colle Casale. Pasolini si ritirava nella pace di Chia anche per lavorare alla sua ultima opera, rimasta incompiuta, che aveva il titolo “Petrolio”. Un romanzo sul potere economico italiano, con il quale Pasolini voleva fare un sunto su tutto ciò che sapeva, delle duemila pagine previste lo scrittore ne ha potuto ultimare solo cinquecento.

Vogliamo ricordarlo a pochi giorni dal 45° anniversario della sua morte avvenuta nella notte tra il primo e il 2 novembre del 1975, all’idroscalo di Ostia. Faremo una sosta per il pranzo sulle pietre vulcaniche che emergono lungo il percorso, scaldate dal sole, ascoltando il suono dell’acqua che scende verso valle. Dopo una pausa rigenerante saliremo sul pianoro fino al Castello di Colle Casale per ammirare l’imponente torre che domina il paesaggio. Alla fine del percorso naturalistico ci sposteremo con le auto ed andremo a visitare il delizioso borgo di Bomarzo con i vicoli medievali che si snodano tra le piccole case e le numerose scale a profferlo creando un sorprendente effetto caleidoscopico, degno di un dipinto di Maurits Cornelis Escher.

Info e prenotazioni: 3334912669 Anna Rita Properzi Guida turistica e ambientale escursionistica Aigae (anche whatsapp) o tramite mail annaritaproperzi@gmail.com;

Appuntamento: domeni, 8 novembre ore 9.30 a Bomarzo all’ingresso del campo sportivo (sotto la torretta dell’acquedotto all’imbocco della via che porta al Campo Sportivo). Il punto di ritrovo si trova facilmente sulla strada che dall’uscita “Bomarzo-Soriano” della SS675 Orte-Civitavecchia, porta a Bomarzo. Per chi viene da Roma con A1 uscita più conveniente Orte. Fine Escursione ore 15.30 circa.

Prenotazione obbligatoria: posti limitati nel rispetto delle norme anti-Covid19. Al momento della prenotazione verranno fornite tutte le informazioni riguardo i DPI e il rispetto delle norme comportamentali che si dovranno firmare per conoscenza.

Pranzo: al sacco

Caratteristiche tecniche del percorso: composto da due anelli e una traversata; lunghezza circa 10 km; dislivello 200 mt; livello difficoltà T/E (Turistico, alcuni tratti Escursionistico facile).

Abbligliamento: capi comodi, impermeabili, bastoncini da trekking, scarpe da trekking; acqua 1 litro a testa.

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