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| #TRADIZIONIDELLATUSCIA | La processione del Cristo risorto – TARQUINIA

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C’è un avvenimento che richiama a Tarquinia una moltitudine di persone anche dai centri più lontani: è la Processione del Cristo Risorto che si svolge la Domenica di Pasqua. In molti pensano che sia unica nel suo genere, per l’effetto che produce sulla folla, assiepata fino all’inverosimile lungo le strade della cittadina.

Chi non ha mai assistito a questo avvenimento, non può rendersi conto di quanto sia grande l’attaccamento dei tarquiniesi verso la Statua della Risurrezione. E’ una festa che coinvolge tutti, anche coloro che, più critici e razionali, vorrebbero, ma inutilmente, mantenre la loro freddezza. Non è possibile: in quel breve momento in cui la Statua passa davanti ad ogni spettatore, è veramente come assistere ad un trionfo, trionfo dell’anima sul corpo, trionfo del bene sul male, trionfo della vita sulla morte.

E’ un coinvolgimento che scaturisce dalla parte più intima, più profonda dell’essere. E poi d’improvviso il silenzio, un silenzio tanto più intenso, tanto più penetrante perché succede alla grande confusione che fino ad ora ha accompagnato la Processione.

E’ il momento in cui la Statua, giunta sulla piazza, lentamente si rivolta; lo sguardo del Cristo oltrepassa la folla, va verso la campagna, quella campagna che con i suoi raccolti è fonte di vita e di benessere per la buona parte dei tarquiniesi, e la sua benedizione, vincendo la distanza, giunge alla terra lavorata, gli oliveti, ai campi di grano… Cristo conosce il lavoro,perché la sua infanzia e la sua giovinezza le ha passate nell’umile bottega di San Giuseppe, e sa quanto sia importante nella vita di tutti gli uomini.

Con quell’ampio gesto benedicente, si rivolge a tutti i lavori senza distinzione. Tutto questo viene percepito dalla gente che in quell’istante Gli rivolge silenziosamente le proprie suppliche. E’ un colloquio intimo e personale con il Redentore. E’ qualcosa di indescrivibile, anche perché a questo attimo magico, consumato nel silenzio, fa seguito l’applauso della folla, il suono del “campanone di piazza” e delle campane di tutte le chiese di Tarquinia.

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