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| #TRADIZIONIDELLATUSCIA | Il Palio di Sant’Anselmo – BOMARZO

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Ogni anno, grandi onori vengono attribuiti al vescovo-signore di Bomarzo vissuto secondo la tradizione nel VI secolo. Nei giorni della sua celebrazione, è in programma la tradizionale Sagra del biscotto e il suggestivo Palio di Sant’Anselmo.

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Le manifestazioni religiose consistono nella veglia dell’urna del Santo e nella processione con un reliquiario del XVIII secolo che custodisce un frammento delle sue ossa.

La sagra invece è stata ideata nel 1973 e viene aperta ogni anno nella tarda serata del 23 aprile, dopo la presentazione del Palio ed il giuramento dei Priori dei cinque Rioni in cui è divisa Bomarzo. Il “biscotto” ricorda il pane che il vescovo amava offrire ai poveri e ai pellegrini. È una sorta di ciambella dolce che viene preparata con un impasto lievitato naturalmente e bagnato da un intingolo (la “zozza”) di liquori, olio, vino, zucchero, limone e anice. La sagra si chiude il giorno 25 con il Palio, una corsa di cavalli con fantino a pelo tra i cinque rioni di Bomarzo. Prima della corsa vera e propria si può assistere alla sfilata del Corteo Storico di Bomarzo e all’esibizione della banda musicale e di gruppi di sbandieratori.

Il Palio si corre tra le cinque contrade o rioni in cui è diviso il paese. Le contrade sono: Dentro, la più antica, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano.

La Corsa del Palio è stata ripristinata da poco ma da antiche fonti sappiamo che questo si correva già nel 1600.

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Il “Piatto” del Palio

Ma l’amore per le tradizioni e per queste nobili bestie che, sempre, furono vivi nell’animo dei bomarzesi ha fatto si che il 25 Aprile si rinnovasse la disputa che prevede, per il vincitore, un premio in denaro e per il rione l’assegnazione dello stendardo detto appunto “Palio”, dipinto ogni anno da un valente artista e che verrà poi, gelosamente custodito nella Chiesa del rione.

Il Pomeriggio del 25 Aprile si apre con una sfilata in costume cinquecentesco, accompagnata dalla locale Banda musicale, uscente dal Castello Orsini.

Lungo il percorso la sfilata, che rievoca i personaggi del romanzo “Bomarzo” dello scrittore Manuel Muica Lainez si arricchisce di nuovi figuranti: ragazzi e ragazze in costume del luogo portanti il famoso “Biscotto di S. Anselmo” che, a fette, viene distribuito ai presenti, gli sbandieratoli, i Priori dei Rioni con i loro stendardi, i fantini a cavallo, il Capitano del Popolo, figuranti del corteo delle città provenienti da zone limitrofe ed infine il trionfale carroccio trainato da una coppia di candidi buoi e portante il nuovo “Palio”.

Il corteo,  percorre le vie del paese addobbate a festa fino a giungere alla pista del Fossatello dove, tra applausi, trepidazioni, preghiere e scongiuri si corrono 5 giri.

La preparazione del Palio, durata circa un intero anno, si consuma brevemente, le trombe squillano, i figuranti del rione vincitore abbandonano i loro posti, il pubblico va in delirio, il fantino vincitore viene portato in trionfo, il cavallo è accarezzato, baciato, quasi idolatrato, si ride, si piange.

E con la gioia iniziano gli allegri sfottò ai rioni perdenti. Le campane suonano, si ritorna festanti in Chiesa, dove il palio la sera del 23 era stato presentato, dove il 24 era stato posto in mostra, dove sulla piazza della quale era avvenuta il 25 l’estrazione e l’assegnazione dei cavalli ai rioni e ora si ringrazia il Santo.

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