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| #PERCORSIDELLATUSCIA | I Castelli medievali della Valle del Fiume Marta – TUSCANIA

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Il fiume Marta, emissario del lago di Bolsena, inizia il suo percorso nell’omonimo borgo lacustre di Marta, formando una vallata di straordinaria bellezza. Qui lo sguardo si perde tra colline dorate coltivate a cereali, le verdi macchie mediterranee  fino al mare.

Il percorso è lungo ma di grande suggestione ed è dedicato alla porzione centrale e più spettacolare della valle, quella compresa fra Tuscania e Tarquinia e che ha il suo fulcro nel borgo rurale di Montebello, ritratto dal pittore Giuseppe Cesetti che lo scelse come dimora e decantato nelle poesie di Vincenzo Cardarelli cittadino Tarquiniese.

Un paesaggio solenne e antico, soprattutto verso sud, dove i grandi campi coltivati a cereali o lasciati al pascolo sfumano negli immensi e tuttora disabitati latifondi storici. Alle testimonianze etrusche e medievali si sommano le più recenti testimonianze insediative date dai casali realizzati durante la prima bonifica del 1800 e la Riforma Agraria degli anni 50, che hanno trasformato l’insediamento medievale citato nel 1262 con i signori di Bisenzio. La campagna intorno alle località della Carcarella e di Montebello, coltivata con molta cura, ricorda il paesaggio collinare della ben più nota val d’Orcia nella vicina Toscana.

Partendo da Tuscania si raggiunge in auto, dopo qualche chilometro, la strada della Carcarella fino all’omonimo Castello seicentesco ridotto ormai a rudere, appartenuto al Conte Alfredo Moretti Testasecca e a sua moglie, la Marchesa Elisabetta Bruschi Falgari. La località prende il nome dall’immenso antico latifondo facente capo all’omonimo piccolo borgo oggi in parte abbandonato ed in parte trasformato in agriturismo, che la Camera Apostolica aveva venduto nel 1815 ai Marchesi Bruschi Falgari di Tarquinia. Nei pressi di questo insediamento si trovava un piccolo “cimitero di cani”, creato dai proprietari della tenuta Alfredo Moretti e la moglie, grandi amanti degli animali.

Da questo punto, attraverso una strada che costeggia uno scenografico  pianoro si arriva ai ruderi del castello medievale di Pian Fasciano, da cui era possibile controllare la valle ed il vicino castello d’Ancarano. I due castelli, ormai in abbandono, si fronteggiano arditamente da una riva all’altra del fiume. Del Castello di Pian Fasciano si hanno le prime citazioni nel 1263, quando i signori titolari ne confermano l’assoggettamento a Tuscania. Nei primi anni del XIV secolo il castello appartenne a Pietro di Nino Farnese e poi fu confiscato dalla Camera Apostolica. Il Castello d’Ancarano è testimoniato a partire dalla metà del IX secolo sin quasi alla fine del XV. Ranuccio di Pepone suo signore fece atto di sottomissione a Tuscania nel 1263. Nel 1321 se ne impadronirono i Prefetti di Vico e nella guerra intrapresa da Papa Eugenio IV contro i Prefetti , tra il 1431 ed il 1435 il castello fu diroccato.

Le due strutture difensive quasi “gemelle” hanno costituito per secoli un efficace strumento di controllo e di dominio dei guadi sul Marta e delle antiche vie di comunicazione che passavano a poca distanza e quindi dei pascoli e delle coltivazioni di questo territorio. Oltre ai commerci la valle del fiume e la strada che la percorreva, potevano essere utilizzate da eserciti nemici e dai temuti pirati saraceni, questo spiega il sorgere di numerosi castelli.

Scendendo dal castello attraverso un sentiero scosceso si cammina tra pascoli erbosi. Dopo la prima pianura si deve guadare il bel torrente Mignattara, che scorre veloce sulle pietre bianche per raggiungere dopo pochi metri il fiume Marta. Superato il corso d’acqua si cammina di nuovo su campi coltivati a trifoglio, alla fine dei quali si vede una strada sterrata che risale attraverso una piccola macchia di terebinti e querce, verso le colline coltivate a cereali, per arrivare all’abitato di Montebello. Per godere al meglio il percorso, lungo ma piacevole, conviene lasciare un mezzo nel punto di arrivo, nelle vicinanze del borgo rurale di Montebello.

(Foto: Adrian Moss)

Itinerario a cura di: Anna Rita Properzi – Guida Turistica ed Ambientale Escursionistica Aigae – Telefono: 333 4912669.

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