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| #BORGHIDELLATUSCIA | Blera

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Il caratteristico borgo di Blera si trova nello splendido e affascinante ambiente collinare della Tuscia, a sud di Vetralla. Denominata Bieda fino al 1952, sorge su un costone di tufo che domina la valle del Torrende Biedano. Quest’ultima si presenta come un vero e proprio orrido che si può ammirare dall’alto percorrendo il Ponte della Rocca con cui la provinciale 41 entra nel borgo.

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STORIA DI BLERA

Le origini etrusche della cittadina di Blera sono ampiamente documentate dalle necropoli che sorgono intorno all’attuale abitato. L’intera zona, legata al­l’ influsso artistico e culturale di Tarquinia e Cerveteri, veniva considerata dagli Etru­schi una delle più importanti dell’Etruria meridionale.

I ricordi dell’età imperiale, con Blera municipio romano, sono affidati alla via Clodia, la regina delle consolari (III secolo a.C.), le cui tracce si fanno sug­gestive nei pressi del ponte del Diavolo, a fondo valle. La dominazione romana è an­che testimoniata dai numerosi colombari, a volte monumentali, insieme a resti di co­lonne, murature e ceramiche presenti per­fino nel centro abitato.

Blera fu la prima diocesi della Tuscia Romana, con 16 vescovi tra il 457 al 1093, il primo dei quali San Vivenzio, divenne patrono e protettore della cittadina. Divenne punto strategico quando nell’ alto medioevo, a causa dell’impercorribilità ed insicurezza della Cassia e dell’insalubrità dell’Aurelia, la via Clodia divenne la principale via di collegamento con il nord. Dal XIII al XIV secolo Blera divenne feudo della potente famiglia dei prefetti romani Di Vico, per passare poi a quella degli Anguillara.

AREA ARCHEOLOGICA DI SAN GIOVENALE

L’area archeologica di San Giovenale si trova a circa 7,5 km a sud del borgo di Blera e 9,8 km da Barbarano Romano, in una delle zone più ricche di testimonianze storiche, risalenti all’epoca etrusca, e San Giovenale ne rappresenta una degli esempi meglio conservati. Tutta l’area si estende su un pianoro dove sono presenti i resti della chiesetta consacrata a Giovenale, vescovo di Narni. Gli fu dato il nome del santo poiché rimane sconosciuto il nome originario.

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IL TARTUFO NERO DI BLERA

Nella zona boschiva di Blera, popolata da querce, aceri, carpini e frassini, si nasconde il diamante nero del nostro territorio: il tartufo nero di Blera. Un vero tesoro locale che vanta un utilizzo ultradecennale nella gastronomia locale. Il terreno argilloso e calcareo che si trova in alcune zone del territorio è ideale per la crescita di questo particolare tubero tanto amato in cucina.

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A fine agosto a Blera prende vita la Sagra del Tartufo, dove tra eventi e spettacoli, si possono assaggiare moltissimi piatti a base di quest’ottimo prodotto.

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