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| #BELLEZZEDELLATUSCIA | Il Parco archeologico di Vulci

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Vulci è un’antica città etrusca nel territorio di Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo, nella Maremma Laziale. Sorta su un pianoro di circa 120 ettari e lambita dal Fiume Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell’Etruria. Intorno alla città di Vulci sono presenti varie necropoli poste nelle località di Poggio Maremma, Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo Maggio e Camposcala. Numerose sono le tombe dislocate nel territorio ma alcune di loro hanno una spiccata rilevanza sia storica e che archeologica.

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Tutta l’area archeologia di Vulci, incluse anche le necropoli, il Ponte del Diavolo (III sec. a.C.) e il Castello medievale dell’Abbadia risalente al XII secolo, sono compresi all’interno del Parco Naturalistico ed Archeologico, e rappresenta una delle aree archeologiche più importanti e suggestive di tutto il Lazio, in cui convivono testimonianze etrusche, romane e medievali dal grande valore storico.

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LA VISITA

All’interno del Parco Archeologico di Vulci i visitatori hanno a disposizione tre percorsi. Quello breve, di circa 2,3 km, quello completo, della lunghezza di 3,5 km e quello didattico di 1,5 km. Tutti questi itinerari consentono una visita pressoché completa degli scavi dell’antica città etrusco-romana. Tappa obbligata di ogni percorso è il bellissimo Laghetto del Pellicone, mentre, una volta attraversato il Fiume Fiora si potrà ammirare il caratteristico Ponte della Badia e visitare il Museo Nazionale Archeologico del Castello della Badia.

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LA NECROPOLI DI VULCI

Tra i sepolcri più conosciuti di Vulci, segnaliamo il maestoso Tumulo della Cuccumella, alto 18 metri e con un diametro di ben 70 metri. Merita una menzione particolare la Tomba François, al cui interno è possibile ammirare uno straordinario ciclo pittorico affrescato, dal mirabile impatto visivo, tanto da essere considerato una delle più importanti pitture etrusche mai scoperte. La tomba risale tra il 340 e il 330 a.C. e si trova in località Ponte Rotto.

Sempre in località Ponte Rotto troviamo la Tomba delle Iscrizioni, chiamata così proprio grazie alle iscrizioni rinvenute al suo interno; 17 di origine etrusca e 6 romane. La tomba venne scoperta nel 1956. Oltre a quelle citate, sono presenti altre tombe denominate Tomba dei ToriTomba dei Due Ingressi e la Tomba dei Sarcofagi. Nella necropoli dell’Osteria, dopo un lungo restauro, è stata riportata alla luce la maestosa Tomba della Sfinge, ed oggi è possibile visitarla.

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