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| 20 GIUGNO 2020 | ORIOLO ROMANO – “Il viaggio più lungo” di Synesthesia Art Lab

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Sabato 20 giugno, alle 18.30, performance “Il viaggio più lungo” di Synesthesia Art Lab con Emanuela Serini e Chiara Serini.

“I viaggiatori del tempo non hanno età, semplicemente cambiano maschera… perché vogliamo morire bambini. E Se vivi senz’arte vivi da morto.”
Citazione Romano Rocchi, mimo ed artista visivo, nel ritratto e cortometraggio di Antonella Lauria.

Le nostre gole urlano ma nessun suono esce fuori, nessuna voce viene udita, la repressione assoluta di ogni nostra libertà sarà la causa della nostra stessa distruzione. La maschera ed il volto ai tempi del COVID-19.

Il lavoro che questo collettivo artistico intende sviluppare coinvolge attivamente il pubblico invitandolo a partecipare alla realizzazione della performance.

Synesthesia Art Lab

Progetto crossmediale e multisensoriale nato dall’incontro dell’artista e performers, Emanuela Serini con la video-artist e fotografa Antonella Lauria.

Dal 2012 hanno iniziato a lavorare a progetti “sinestetici” che uniscono performance, video, installazioni, fotografia, pittura e body art. Hanno performato in contesti alternativi come il “Festival delle arti indipendenti” che si svolge ogni anno al “Parco delle energie” di Roma, al Cineteatro Preneste Liberato (Senz’arte ne’ parte), ma anche nelle piazze, come a Porta Pia nella “Notte del dissenso”, durante la giornata contro la violenza sulle donne (L’8 tutti i giorni), ma anche in contesti Istituzionali come alla Biennale d’Arte di Viterbo (“Perturbante”), all’Auditorium Parco della Musica e infine in gallerie come la Nero Gallery. Collaborando spesso con altri artisti. Synesthesia è infatti un progetto di contaminazione delle arti e delle menti di chi vi prende parte.

L’incontro con il mimo, ma anche attore, pittore e ceramista, Romano Rocchi è stato di grande impatto per il collettivo, tanto da elaborare un progetto per commemorare la scomparsa nel dicembre del 2018 che ha lasciato un enorme vuoto.

L’artista, Classe 1942, ha militato negli anni 70 con gli “indiani metropolitani”, in quegli anni si è esibito a New York, ha vissuto a Londra e a San Francisco e nel ’74 a Roma ha fondato il “Cielo”, atelier di sperimentazione teatrale.

Romano era il maestro d’arte, ispiratore di nuovi progetti e sostenitore del lavoro del Synesthesia Art Lab. Il rapporto profondo con la forte personalità dell’artista, è stato spezzato dalla morte improvvisa ed è proprio quest’ultima a suggerire un nuovo percorso da approfondire per esorcizzare questo evento che ha segnato profondamente i componenti del Synesthesia Art Lab e che sembra ancora più forte da condividere con il pubblico dopo la grave pandemia che ha colpito tutti quest’anno.

La ricerca è iniziata studiando una bellissima testimonianza che Romano ha lasciato:
“I viaggiatori del tempo non hanno età, semplicemente cambiano maschera… perché vogliamo morire bambini. E Se vivi senz’arte vivi da morto.”

Affrontare la morte come un viaggio, un lungo viaggio appunto. Verranno utilizzate come elemento visivo per il pubblico durante la performance, le sculture -maschera realizzate a mano con diversi materiali e tecniche da Serini Chiara. Le maschere traggono ispirazione dall’arte della maschera indonesiana e vogliono esprimere l’impossibilità degli esseri viventi di comunicare il disagio, lo sfruttamento scellerato di qualunque risorsa esistente, umana, naturale, animale o spirituale.

Le nostre gole urlano ma nessun suono esce fuori, nessuna voce viene udita, la repressione assoluta di ogni nostra libertà sarà la causa della nostra stessa distruzione. Niente di più concreto adesso che ci ritroviamo tutti ad indossare una mascherina!

La scena sarà contaminata da elementi sonori, per evocare sentimenti ed emozioni dei visitatori e la performance, intesa proprio come atto teatrale, verrà realizzata interagendo con lo spazio ospitante.

Per info:

info@biennalearteviterbo.it
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Evento Facebook: Il viaggio più lungo

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