| 18 NOVEMBRE 2017 | VITERBO – Sandro De Palma in concerto all’Università della Tuscia!

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Dopo il successo riportato dalla famosa pianista argentina Martha Noguera, sabato scorso, 11 novembre, all’Auditorium di S. Maria in Gradi dell’Università della Tuscia, si avrà la possibilità di ascoltare, il prossimo sabato 18 novembre, nella stessa sala, un pianista italiano prestigiosoSandro De Palma, vincitore di significativi Concorsi internazionali e molto attivo in Italia e all’estero.

Tra i più importanti concerti tenuti in varie città del mondo mi limito a ricordare quello  a San Pietroburgo dove, su invito di Juri Temirkanov, ha eseguito  il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Franz Liszt con laceleberrima Orchestra Filarmonica di quella città; il concerto alla Filarmonica di Berlino, dove ha interpretato, con il “Quartetto Amarcorde”, il Quintetto di Franck e il Concerto n. 1 per pianoforte e tromba di Šostakovič con gli archi della famosa orchestra tedesca; i tre concerti all’Esposizione Universale di Shangaj e la tournée in Cina per il Festival Piano aux Jacobins.

Nel concerto all’Università della Tuscia (in collaborazione con le Associazioni “Muzio Clementi” e “I Bemolli sono blu”) Sandro De Palma propone suggestive pagine di Grandi della Musica come Gluck, Beethoven, Listz e Muzio Clementi, del quale ultimo eseguirà la complessa e coinvolgente Sonata in sol minore op. 50 n. 3 (“Didone abbandonata”) di raro ascolto. Il 3 dicembre 2017 il pianista terrà un impegnativo concerto in una delle Sale più prestigiose del mondo, la Carnegie Hall di NewYork.
Nei giorni precedenti il concerto viterbese, il pianista, sempre nell’Auditorium di S. Maria in Gradi, inciderà un CD interamente dedicato a Muzio Clementi, che sarà pubblicato dalla Naxos. Clementi (Roma, 1752Evesham, 1832), contemporaneo di Mozart, ebbe un ruolo importante come pianista e compositore e fu  tra i primi a scrivere musica per il pianoforte moderno. Molto nota e importante la sua raccolta di studi per tale strumento, Gradus ad Parnassum.  Una iscrizione sulla sua tomba lo definisce “Padre del Pianoforte”.
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