| #DINTORNIDELLATUSCIA | Cascata della Diosilla – CANALE MONTERANO

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All’interno della Riserva dell’Antica Monterano si trova la Cascata della Diosilla. Una piccola caduta d’acqua di circa 15 metri da una parete di quello che è denominato Fosso Lupo. Un piccolo torrente che si unisce al Fosso Palombara dando luogo al torrente Bicione, un affluente del fiume Mignone.

La Riserva regionale è stata costituita nel 1988 e si estende per una superficie di 1085 ettari all’intero del territorio del comune di Canale Monterano che ha l’affidamento e la gestione.  La bellezza del luogo è ammirabile all’interno di un sentiero che si snoda nel bosco. Il percorso, benchè segnalato e risistemato da recenti interventi, può essere insidioso per via del terreno scivoloso.

Il primo impatto è di natura geologica dove le erosioni delle acque mettono in evidenza le antiche attività vulcaniche con le colate piroclastiche di vario tipo come quelle costituite da tufo rosso e giallo.

La cascata è chiamata in questo modo dal nome di una fanciulla, Diesella o Diosilla, ed alla sua figura sono legate delle leggende. Una di queste racconta che una ragazza cadde accidentalmente in un canale di scolo creato per eseguire dei lavori di scolo delle acque del torrente, e perse la vita annegando. Un’altra storia racconta che la fanciulla si suicidò perchè il suo amato non fece ritorno dalla guerra. La fanciulla cominciò a piangere dalla disperazione e le sue lacrime crearono le acque ed il colore rossastro è dovuto al rosso dei suoi capelli.

Percorrendo i sentieri del bosco si può osservare una rigogliosa vegetazione dove spiccano l’acero, il nocciolo, il carpino bianco, il castagno, le felci, il corniolo oltre al pungitopo ed ai ciclamini. Numerosi sono i piccoli giochi d’acqua in caduta dalle rocce dove si alternano colori rossastri, bluastri e giallognoli dati dalla presenza di diversi minerali contenuti nelle acque.

La cascata può essere raggiunta dall’omonimo parcheggio o in un più ampio itinerario utilizzando anche il parcheggio dell’antica Monterano abbinando la visita della città abbandonata. Proseguendo oltre il sentiero della cascata si raggiunge il geosito della Zolfatara, un tipico esempio di vulcanesimo. Qui l’odore dello zolfo è intenso e spiccano le piccole bolle d’acqua che risalgono dal suolo. Il terreno e le rocce circostanti erano utilizzate fin dai tempi più antichi per l’estrazione di minerali quali lo zolfo, la pirite ed il ferro.

Il tratto all’interno del sentiero è piuttosto umido sia per la scarsa penetrazione della luce che per la presenza delle acque per una visita ottimale si consiglia un abbigliamento adatto quale scarpe con suola scolpita, meglio se da trekking ed un capo protettivo. Il sentiero è stato recentemente risistemato e messo in sicurezza con delle staccionate e la costruzione di un paio di ponticelli in legno che consento l’attraversamento agevole del fosso.

Approfondimento a cura di “Dario Bargahi (I Cammini del Vento)”. Contatti  347 1911040 – www.icamminidelvento.com

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